Garni Enrosadira
Strada Neva 28, 38036 TN
San Giovanni di Fassa, Vigo 
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Enrosadira

Il fenomeno dell' Enrosadira

Etimologicamente la parola Enrosadira, deriva dal ladino, lingua ancora molto parlata in Val di Fassa e in altre zone dolomitiche,

e significa letteralmente “diventare di colore rosa”.


Enrosadira quindi sta ad identificare il fenomeno dell’arrossamento delle cime delle Dolomiti, che al tramonto passano dall'arancio, al rosso, al viola, per dare spazio al blu della notte.


Tutto si collega ad una magica leggenda dolomitica:


“L’antica leggenda popolare narra che una volta che il re dei nani, Laurino, aveva fatto realizzare un meraviglioso giardino di rose, di cui era molto orgoglioso. Gli mancava solo una cosa: una moglie.


Fu molto contento quindi, quando scoprì che il re dell'Adige era alla ricerca di uno sposo per la bella figlia Similde.

Per decidere a chi dovesse andare in sposa la figlia, il Re organizzò un torneo tra i più valorosi cavalieri,

ad eccezione però di Re Laurino.

Il Re, arrabbiato, decise di presentarsi comunque al torneo, ma grazie ad un mantello magico si rese invisibile.
Appena il re dei nani vide Similde, se ne innamorò perdutamente e senza ulteriori indugi la face salire sul suo cavallo e se ne andò.

Poco dopo i cavalieri notando la scomparsa della principessa, sotto la guida del principe Dietrich di Berna, iniziarono le sue ricerche.

Re Laurino li attendeva nel suo giardino di rose sicuro di un altro stratagemma: indossava, infatti, una cintura magica, che lo rese forte come dodici uomini.


Nemmeno la cintura magica, però, fu sufficiente a battere Dietrich di Berna e così il nano astuto usò ancora
una volta il mantello magico. I movimenti delle rose però tradirono il Re dei nani che venne catturato.
Il Re Laurino si sentì tradito dal suo giardino di rose e decretò che nessun avrebbe più potuto godere della sua bellezza,

né di giorno, né di notte, si dimenticò però dell’alba e del tramonto.

È per questo che alla luce dell’imbrunire si vede sulle montagne del Catinaccio, il rosso delle rose del Re dei Nani, tingere le montagne del caratteristico colore nel fenomeno conosciuto da tutti con il nome di Enrosadira”.